Tempo di faccia dell’anno

La persona dell’anno secondo Time è il “protester”, ovvero i manifestanti. Sicuramente un annata molto calda, considerando la primavera araba con gli “indignados” (solitamente disgiunti, ma la Spagna ha gli stessi numeri dei paesi che hanno subito rivolte), il movimento OWS (Occupy Wall Street o 99%) e ora pure in Russia.

Si notano però due cose:

  • Manca l’Europa. Sì qualcosa c’è stato, ma in confronto al resto del Mondo è come se non fosse successo nulla.
  • Le proteste hanno fallito quasi sempre.

Nonostante i grandi numeri in Tunisia, ma soprattutto in Egitto non è cambiata una virgola. In Yemen staremo a vedere se Saleh si dimetterà sul serio e la Libia vedremo come andrà a finire. In Siria le proteste continuano ogni sacrosanto Venerdì, ma a nessuno pare interessare molto e dubito che le proteste in Russia si tradurranno in qualcosa di fatto.

Sarà brutale, ma tanto rumore per nulla.

Almeno per il momento…

Assad

Il presidente siriano si è detto a posto con la sua coscienza, poiché non ha ammazzato nessuno.

E noi continuiamo a fare finta di provare a risolvere la crisi europea, mentre poco distante è in atto un omicidio di massa. Più di 3500 (TREMILACINQUECENTO) morti. Il mio sorriso e la mia stima più assoluti non possono che andare ai ragazzi siriani che nonostante tutto questo continuano, ogni Venerdì, a marciare pacifici per chiedere la democratizzazione del paese. A questo punto possiamo solo sperare in un passo falso di Assad, che se continua così arriverà di sicuro, e la Turchia sarà costretta ad intervenire. Peccato che il Medio Oriente sia considerato di interesse geostrategico dall’Unione Europea esattamente allo stesso livello del vicinato prossimo. Però non trovo scritto da nessuna parte che Erdogan debba essere il mandatario della nostra politica estera.