Sarah free

Sarah Palin torna direttamente dal mondo dei morti (politicamente parlando) e appoggia Newt Gingrich in South Carolina. Non so quanto l’ex speaker della Camera sia contento di questo endorsement…

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Showdown

Newt Gingrich ha dominato e vinto il dibattito, l’ultimo dibattito prima del voto in South Carolina, e probabilmente l’ultimo che conta veramente qualcosa.

Ron Paul ha confermato di essere ineleggibile, soprattutto per gli elettori repubblicani e gli altri, compreso Romney che continua con la tattica di mantenere un basso profilo, non sono stati esplosivi.

Perry ha fatto una buona impressione, ma è decisamente “too little, too late”. E il tutto dopo essersi giocato la nomination tirandosi la zappa sui piedi più di una volta.

Una concisa, ma precisa analisi su The Atlantic che prova a rispondere alla questione: Newt può davvero fare il botto?

Christmas present

John Boehner

Obama sta per ricevere il regalo di Natale più bello che si possa immaginare: la rielezione nel 2012.

Come lo so? Beh, innanzitutto, le primarie repubblicane non stanno brillando e il rischio che si arrivi alla fine con un sostanziale pareggio fra più candidati è molto alto.

Ma il vero regalo sta per essere fatto dai repubblicani eletti alla Camera e al Senato: poco tempo fa ho parlato del “payroll tax cut” e dell’attacco che Obama sta portando avanti ai danni di deputati e senatori repubblicani. Al Senato il taglio è passato, ma Boehner, lo speaker della Camera dei Comuni, ha fatto sapere che così com’è non passerà alla Camera.

Qualsiasi cosa succeda Obama vince. Se passa può dire di essere un presidente dal pugno di ferro, forte e che viene preso molto in considerazione dal Parlamento. Se non passa scaricherà la colpa su deputati e senatori repubblicani, e ricorderà alla classe media che loro hanno alzato le tasse e non hanno a cuore le sorti del paese.

Obamattack

Se vi recate sulla home della Casa Bianca troverete questo simpatico countdown qui sopra. Obama ha deciso di intraprendere la strada della contrapposizione con il parlamento statunitense.

Si tratta del cosiddetto “payroll tax cut”, ovvero un taglio delle tasse che finiscono alla Social Security e l’esenzione, dalle imposte, per i disoccupati. Inutile dire che i tagli sono a favore della classe media, e che i repubblicani osteggiano questi tagli.

Al Senato è passata l’estensione per due mesi del piano, per sapere quanto manca all’esame del provvedimento alla Camera dei Comuni basta andare sul sito della Casa Bianca e guardare il countdown

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Newtoniano

Newt Gingrich

Dopo l’ultimo dibattito repubblicano prima dell’inizio delle primarie sembrano essere due i contendenti al titolo di sfidante di Obama alle presidenziali del prossimo Novembre: Mitt Romney e Newt Gingrich.

Mentre il primo è abbastanza conosciuto, il secondo, almeno in Italia, risulta abbastanza oscuro ai più.

Newton (il suo vero nome) è però un politico molto importante, infatti è stato Presidente della Camera dal ’95 al ’99, sotto la presidenza Clinton per intenderci.

Gli analisti si dividono sulle speranze di Gingrich, infatti, secondo alcuni, una sua vittoria delle primarie repubblicane sarebbe un regalo per Obama, secondo altri potrebbe essere il suo peggiore incubo.

Newt è decisamente conservatore e la sua rapida crescita è probabilmente più dovuta alla disperata ricerca di un “anyone but Romney” che ad un reale interesse alle politiche proposte dall’ex Presidente della Camera. Ad esempio attacca brutalmente Medicare, e appoggia la proposta di creare una “Red Card” che darebbe agli immigrati irregolari il permesso di rimanere negli States, ma senza esserne cittadini. In parole povere il sogno dei Tea Party. Ovviamente si sprecano gli attacchi ad Obama:

Obama is “the most radical president in American history.”

“Obama’s alliance with big labor and the left as a “secular-socialist machine.”

The “elitist” president’s Windy City re-election organization as an extension of a “Chicago” machine run from the West Wing out of touch with regular America.

Questi possono essere punti sia a sfavore che a favore, mentre i sicuri punti deboli del candidato sono l’essere stato beccato ad avere una tresca mentre lavorava all’impeachment di Clinton per una tresca e pare abbia appena raccolto 1,6 milioni di $ grazie ad una operazione poco chiara su un mutuo erogato da Freddie Mac.

Ma Rudy Giuliani, l’ex sindaco di New York, lo compara a Ronald Reagan, poiché è coerente nelle sue idee, e dimostra di avere veri ideali. Per non parlare del fatto che Romney tende a giocare per il “pareggio”, per non rischiare di perdere terreno, mentre Newt, che non ha niente da perdere, va sempre al massimo, e dimostra eccellenti doti nell’arte del dibattito.

Da leggere sul tema: Why Obama should worry about NewtThe 40 nicest thing about Newt, Newt just wants to have fun

 

Suicidio col sorriso

"Verso l'infinito e oltre!"

Il candidato alle primarie repubblicane e governatore del Texas si è appena inflitto il colpo di grazia che lo cancella dalla corsa presidenziale.

Prima si dà un colpo da quasi Ko dimenticandosi completamente una delle agenzie governative che vorrebbe cancellare e dice:

Ooops….

Roba che neanche alle elementari…

Poi in questi giorni esce questo nuovo spot elettorale apertamente omofobo e contro alla decisione di Obama di permettere agli omosessuali di servire apertamente nelle forze armate.

Game, set and match, Rick.

“La brutta copia di Reagan” (come qualcuno lo chiama) è ufficialmente bollito.