Neozarismo

La vigilia di Natale sono scese in piazza a Mosca 100.000 persone per protestare contro i brogli elettorali e contro Vladimir Putin. La piazza ha chiesto la ripetizione delle elezioni del 4 Dicembre, ma il primo ministro ha dato risposta negativa dopo aver preso in giro i nastri bianchi usati dai manifestanti: ha sostenuto che gli sembravano anticoncezionali e che dietro alle proteste ci sarebbero gli Stati Uniti. Parrebbe l’inizio di una primavera russa, gli elementi ci sono tutti: un semi-dittatore, le denunce e l’organizzazione tramite internet, la crescita del costo della vita combinata ad una crisi economica e gli occhi di tutto il mondo puntati sullo svolgimento degli avvenimenti. (Continua su iMille)

Tempo di faccia dell’anno

La persona dell’anno secondo Time è il “protester”, ovvero i manifestanti. Sicuramente un annata molto calda, considerando la primavera araba con gli “indignados” (solitamente disgiunti, ma la Spagna ha gli stessi numeri dei paesi che hanno subito rivolte), il movimento OWS (Occupy Wall Street o 99%) e ora pure in Russia.

Si notano però due cose:

  • Manca l’Europa. Sì qualcosa c’è stato, ma in confronto al resto del Mondo è come se non fosse successo nulla.
  • Le proteste hanno fallito quasi sempre.

Nonostante i grandi numeri in Tunisia, ma soprattutto in Egitto non è cambiata una virgola. In Yemen staremo a vedere se Saleh si dimetterà sul serio e la Libia vedremo come andrà a finire. In Siria le proteste continuano ogni sacrosanto Venerdì, ma a nessuno pare interessare molto e dubito che le proteste in Russia si tradurranno in qualcosa di fatto.

Sarà brutale, ma tanto rumore per nulla.

Almeno per il momento…