Siria

Reportage splendido, sull’ancora più rimarchevole forza di volontà dei siriani. Go rebels.

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Neozarismo

La vigilia di Natale sono scese in piazza a Mosca 100.000 persone per protestare contro i brogli elettorali e contro Vladimir Putin. La piazza ha chiesto la ripetizione delle elezioni del 4 Dicembre, ma il primo ministro ha dato risposta negativa dopo aver preso in giro i nastri bianchi usati dai manifestanti: ha sostenuto che gli sembravano anticoncezionali e che dietro alle proteste ci sarebbero gli Stati Uniti. Parrebbe l’inizio di una primavera russa, gli elementi ci sono tutti: un semi-dittatore, le denunce e l’organizzazione tramite internet, la crescita del costo della vita combinata ad una crisi economica e gli occhi di tutto il mondo puntati sullo svolgimento degli avvenimenti. (Continua su iMille)

Primavera russa

Migliaia di persone sono scese in piazza e manifestano intorno alla Duma. Protestano contro i presunti brogli del partito di Putin, Russia Unita, che secondo fonti non governative si sarebbe dovuto fermare al 30% invece che al 49%.

Forse si sono svegliati anche i russi, o non si sta più bene come una volta considerando che nei sondaggi la democrazia reale non compare mai fra le urgenze del popolo della Russia.

Si prospetta un Marzo bollente, i russi saranno chiamati a votare per le presidenziali e allora capiremo chi vincerà: il popolo della democrazia reale, di internet e dell’informazione libera o la gente comune preoccupata solo di avere un lavoro ed un tetto sulla testa e che non considera la democrazia necessaria.