Tempo di faccia dell’anno

La persona dell’anno secondo Time è il “protester”, ovvero i manifestanti. Sicuramente un annata molto calda, considerando la primavera araba con gli “indignados” (solitamente disgiunti, ma la Spagna ha gli stessi numeri dei paesi che hanno subito rivolte), il movimento OWS (Occupy Wall Street o 99%) e ora pure in Russia.

Si notano però due cose:

  • Manca l’Europa. Sì qualcosa c’è stato, ma in confronto al resto del Mondo è come se non fosse successo nulla.
  • Le proteste hanno fallito quasi sempre.

Nonostante i grandi numeri in Tunisia, ma soprattutto in Egitto non è cambiata una virgola. In Yemen staremo a vedere se Saleh si dimetterà sul serio e la Libia vedremo come andrà a finire. In Siria le proteste continuano ogni sacrosanto Venerdì, ma a nessuno pare interessare molto e dubito che le proteste in Russia si tradurranno in qualcosa di fatto.

Sarà brutale, ma tanto rumore per nulla.

Almeno per il momento…

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C’è sempre una prima volta

La vera domanda è “chi arriverà secondo?”. I Fratelli Musulmani hanno la vittoria in mano, ma il Mondo vuole capire se la seconda forza politica egiziana, con cui sarà necessario trattare per la formazione del governo, saranno il Blocco Egiziano o i salafiti. Quest’ultimi sono identificati in gran parte del globo come fondamentalisti, e pare siano in vantaggio. Ma il vero potere rimarrà sempre in mano ai militari, salvo stravolgimenti rivoluzionari.