Annirussario

20 anni oggi dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica. Nel bene o nel male ha fatto storia.

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Umanità

Estratto dai diari del tenente colonnello Mervin Willett Gonin, tra i primi soldati britannici ad entrare nel campo di concentramento di Bergen Belsen:

Non sono in grado di fornire una descrizione adeguata del Campo dell’Orrore in cui i miei uomini e io stesso avremmo trascorso il mese successivo delle nostre vite. Non era che una distesa desolata e arida, spoglia come un pollaio. Ovunque si trovavano cadaveri, alcuni impilati in mucchi enormi, altri stesi a terra soli o in coppie nel punto in cui erano caduti.

Ci volle un po’ per abituarsi a vedere donne e bambini che crollavano a terra nel momento in cui si passava loro accanto senza cedere alla tentazione di lanciarsi in loro aiuto. Ci si dovette abituare in fretta all’idea che l’individuo semplicemente non contava nulla. Si sapeva che ne morivano cinquecento al giorno e che ne sarebbero continuati a morire cinquecento al giorno per settimane ancora, prima che qualsiasi cosa in nostro potere avesse il benché minimo effetto. Eppure non era facile vedere un bambino soffocato per la difterite sapendo che una tracheotomia e dell’assistenza infermieristica l’avrebbero salvato, si vedevano donne annegare nel proprio vomito perché troppo deboli per girarsi, e uomini mangiare vermi mentre tenevano mezzo filone di pane serrato nel pugno solo perché avevano dovuto mangiare vermi per vivere e ormai erano a malapena in grado di distinguere.

Mucchi di cadaveri, nudi e osceni, con una donna troppo debole per stare in piedi da sola che si puntellava contro di essi mentre cucinava il cibo che le avevamo dato sulla fiamma di un fuocherello; uomini e donne che si accucciavano ovunque all’aperto, scaricandosi della dissenteria che sconquassava loro gli intestini, una donna in piedi completamente nuda che si lavava con del sapone dell’esercito nell’acqua di una cisterna in cui galleggiavano i resti di un bambino.

Fu poco dopo l’arrivo della Croce Rossa britannica, malgrado non necessariamente vi sia un legame tra i due eventi, che fu consegnata una quantità molto ingente di rossetto. Non era proprio quello che noi uomini avremmo voluto, noi invocavamo a gran voce centinaia e migliaia di altre cose e non so proprio chi fosse stato a chiedere il rossetto. Vorrei tanto poter scoprire chi era: fu l’operato di un genio, un gesto di pura, incontaminata intelligenza. Credo che niente abbia aiutato quegli internati più del rossetto. Le donne giacevano nelle cuccette prive di lenzuola e senza una camicia da notte, ma con labbra rosso scarlatto; le vedevi vagare qua e là con solo una coperta gettata sulle spalle, ma con labbra rosso scarlatto. Vidi una donna morta sul tavolo autoptico e nella mano serrava un pezzo di rossetto. Finalmente qualcuno si era adoperato per far sì che tornassero a essere degli individui, erano qualcuno, non più solo il numero che avevano tatuato sul braccio. Finalmente potevano interessarsi del loro aspetto. Fu quel rossetto a restituire loro i primi brandelli di umanità.

Emergency help

Azzarà si chiede, oggi su La Stampa, perché l’abbiano rapito. Posso provare a rispondergli io.

Partiamo dal fatto che in Sud Sudan si è riaperto un conflitto latente, da quando la parte sud del Sudan si è separata sono in corso operazioni militari ai danni della neonazione. Operazioni vere, si parla anche di bombardamenti a campi profughi e cose simili.

Perché rapire un internazionale? La risposta è molta semplice, dona visibilità internazionale. Voi potreste rispondere che al massimo il Sudan può voler tenere segreto il conflitto, ma non è proprio così. Con la visibilità internazionale (“Oh, poverini si ammazzano, mandiamo loro dei soldi”) arriverà l’aiuto delle ONG e delle ONLUS, che come sappiamo non guardano in faccia a nessuno quando arriva il momento di dispensare aiuti.

Questo significa che vengono aiutati sia i “buoni”, sia i “cattivi” (è ovvio che in realtà c’è molto grigio, ma la semplificazione aiuta a capire) e in uno stato grande come il Sudan, quando era unito era il più grande d’Africa, un aiuto logistico può tornare molto comodo. Ad esempio verrà fornito cibo a chiunque, anche alle milizie (spesso mercenari) e i profughi saranno raggruppati in campi, così basta bombardare il campo per fare pulizia etnica invece di andare a stanare le persone casa per casa.

Un caso di studio simile può essere la Costa d’Avorio, quando ci fu la guerra civile, l’etnia al potere, faceva fatica a sfamare la propria popolazione e a raggiungere le zone più difficili del paese, e si sa che è difficile mantenere il consenso con la pancia vuota. Però, ad un certo punto, scatta l’idea! Iniziarono a mutilare pesantemente le loro vittime, cosa che prima non avevano mai fatto, così da attirare l’attenzione internazionale su di sé. Inutile dire che in men che non si dica le ONG si fiondarono sul campo e permisero, così, la continuazione del massacro per ancora molto tempo.

Rinascimento II

Se questa immagine non vi ricorda niente vi darò un indizio: ricorda la nostra patria nel passato.

Non ci credete? Ecco qui la nostra amata penisola dopo la Pace di Lodi nel 1454

Tutta divisa, e cosa successe? Dopo un periodo di relativa prosperità di alcuni poli mercantili come Firenze, Genova e Venezia, l’Italia fu svuotata di potere e divenne il porto mercantile dell’ Impero Austro-Ungarico. Per non parlare delle varie razzie e scorribande che abbiamo dovuto subire dalla caduta dell’ Impero Romano.

Indovinate quando abbiamo smesso di subire scorribande, esatto dopo il 1861, ovvero dopo l’unione della penisola sotto un unico reame.

Pare fatto apposta come lezione da impartire agli anti-europeisti e, visto come gira l’antifona, ai tedeschi. Se l’obiettivo finale dell’UE non è la creazione di una federazione vera di stati allora possiamo mollare l’€ e il mercato unico anche subito.