Stampa finalmente libera

A Bengazi sono nati circa 100 nuovi giornali liberi, e ovviamente il loro livello è bassissimo non essendo abituati i libici alla libertà di espressione. USAID ha avviato un programma di aiuto per un gruppo di giornalisti liberi, inviando sul campo degli istruttori. La storia di uno di loro, decisamente divertente e interessante, la potete trovare su The Atlantic.

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Professioni

Un dibattito sempre vivo è quello sui politici di professione. Meglio professionisti della politica o lavoratori prestati alla politica a breve termine? La questione si inserisce anche nel dibattito sui parlamentari a “scadenza”, con un limite di mandati.

La risposta è molto semplice: meglio politici di professione, che lo fanno da sempre e lo faranno fintantoché saranno rieletti. Sento già gli improperi volare rapidi sopra la mia testa, ma non mi interessa, questa è la verità. Infatti il nostro Parlamento è già composto per il 45% da persone che fanno parte di ordini professionali: avvocati, farmacisti, giornalisti, notai e pure un tassista.

Se dessimo loro una scadenza, è ovvio che questi faranno di tutto per proteggere il proprio ordine professionale, anzi per favorirlo sempre di più a dispetto del bene comune.

E siccome la stragrande maggioranza degli italiani non è ne in Parlamento, ne in un ordine professionale, abbiamo necessità di riscoprire la politica come professione, e non il contrario.

J Edgar

Lasciando perdere i commenti omofobi della platea (nonostante sia il 2012 siamo pur sempre in Italia) e sorvolando sul fatto che il film rappresenta più un’occasione persa che un obiettivo centrato, tutto sommato decisamente meglio che andarsi a vedere i cine-panettoni.

L’accento è calcato troppo sulla storia d’amore fra Hoover e Tolson, e quindi tutto palesemente inventato, mentre la parte sulla vita pubblica del protagonista rimane decisamente ben costruita. Sappiamo che Eastwood non si interessa più di politica, ma è un vero peccato perché c’è molto di buono nella narrazione storica.

La domanda finale rimane comunque: Se al posto di Armie Hammer come amante di Hoover ci fosse stata Scarlett Johansson? Avremmo udito meno sbuffi e più lacrime nei cinema, e qualcuno avrebbe addirittura gridato al capolavoro.

Non siamo ancora pronti.

Doni di Natale

Dedicato a quelli che:

  • ‘Sti politici non fanno niente e si beccano 20000 € al mese
  • I politici sono tutti dei ladri
  • Bisognerebbe ammazzare tutti i politici
  • Tagliare tutto ai parlamentari!
  • I politici sono vergognosi
  • Non arrivo a fine mese, ma Sky calcio non me lo leva nessuno
  • Che dice oggi la Gazzetta dello Sport?
  • Hai visto?! Si comprano…

Ma soprattutto a quelli che hanno visto lo scandalo di Paolo Rossi, Moggi e ora quello di Doni e soci e continuano imperterriti a guardare degli uomini in calzoncini che corrono dietro ad un pallone per centinaia di migliaia di € al mese (e non decine) nonostante sappiano che è tutta una bufala orchestrata da prima ancora che inizi il campionato.

Complimenti a voi.

Emergency help

Azzarà si chiede, oggi su La Stampa, perché l’abbiano rapito. Posso provare a rispondergli io.

Partiamo dal fatto che in Sud Sudan si è riaperto un conflitto latente, da quando la parte sud del Sudan si è separata sono in corso operazioni militari ai danni della neonazione. Operazioni vere, si parla anche di bombardamenti a campi profughi e cose simili.

Perché rapire un internazionale? La risposta è molta semplice, dona visibilità internazionale. Voi potreste rispondere che al massimo il Sudan può voler tenere segreto il conflitto, ma non è proprio così. Con la visibilità internazionale (“Oh, poverini si ammazzano, mandiamo loro dei soldi”) arriverà l’aiuto delle ONG e delle ONLUS, che come sappiamo non guardano in faccia a nessuno quando arriva il momento di dispensare aiuti.

Questo significa che vengono aiutati sia i “buoni”, sia i “cattivi” (è ovvio che in realtà c’è molto grigio, ma la semplificazione aiuta a capire) e in uno stato grande come il Sudan, quando era unito era il più grande d’Africa, un aiuto logistico può tornare molto comodo. Ad esempio verrà fornito cibo a chiunque, anche alle milizie (spesso mercenari) e i profughi saranno raggruppati in campi, così basta bombardare il campo per fare pulizia etnica invece di andare a stanare le persone casa per casa.

Un caso di studio simile può essere la Costa d’Avorio, quando ci fu la guerra civile, l’etnia al potere, faceva fatica a sfamare la propria popolazione e a raggiungere le zone più difficili del paese, e si sa che è difficile mantenere il consenso con la pancia vuota. Però, ad un certo punto, scatta l’idea! Iniziarono a mutilare pesantemente le loro vittime, cosa che prima non avevano mai fatto, così da attirare l’attenzione internazionale su di sé. Inutile dire che in men che non si dica le ONG si fiondarono sul campo e permisero, così, la continuazione del massacro per ancora molto tempo.

Silenzio, si manifesta

15mila persone per protestare contro il razzismo e i raid xenofobi, come quello di Firenze del 13 Dicembre.

Nessun problema provocato, la manifestazione si è svolta normalissimamente. Il corteo ha sfilato in silenzio per le vie della città, e il servizio d’ordine offerto dagli organizzatori ha fatto subito rientrare nei ranghi chi cominciava ad intonare slogan.

Dovremmo imparare da queste persone come si manifesta, vista la fine fatta a Roma l’Ottobre scorso.

Unica pecca: per loro è finita qui. L’unico sviluppo politico è e sarà questa manifestazione.

Peccato, poteva essere l’inizio di un movimento serio contro al razzismo e per i diritti civili.

Tempo di faccia dell’anno

La persona dell’anno secondo Time è il “protester”, ovvero i manifestanti. Sicuramente un annata molto calda, considerando la primavera araba con gli “indignados” (solitamente disgiunti, ma la Spagna ha gli stessi numeri dei paesi che hanno subito rivolte), il movimento OWS (Occupy Wall Street o 99%) e ora pure in Russia.

Si notano però due cose:

  • Manca l’Europa. Sì qualcosa c’è stato, ma in confronto al resto del Mondo è come se non fosse successo nulla.
  • Le proteste hanno fallito quasi sempre.

Nonostante i grandi numeri in Tunisia, ma soprattutto in Egitto non è cambiata una virgola. In Yemen staremo a vedere se Saleh si dimetterà sul serio e la Libia vedremo come andrà a finire. In Siria le proteste continuano ogni sacrosanto Venerdì, ma a nessuno pare interessare molto e dubito che le proteste in Russia si tradurranno in qualcosa di fatto.

Sarà brutale, ma tanto rumore per nulla.

Almeno per il momento…

Razzia

Incendio causato da folla inferocita

Una scena da Frankenstein. Una folla inferocita ha appiccato il fuoco ad alcune baracche in un campo rom perchè una ragazzina aveva denunciato di aver subito uno stupro da parte di due rom.

Ovviamente non sia mai che basti la denuncia alla polizia, c’era bisogno di far qualcosa, non se ne può più: rubano, sono fannulloni, chiedono l’elemosina e puzzano pure.

Soluzione trovata: linciamoli tutti e incendiamo il loro campo. Sì e se non si spostano pure i bambini che è meglio ammazzarli quando sono piccoli.

Parte addirittura un giro di volantini, la cosa va organizzata bene. Non sia mai che fuggano o provino a rispondere a tono.

Però c’è un piccolo particolare, la ragazza sembra aver avuto un rapporto sessuale, ma sul suo corpo non si trovavano segni di violenza. Poche ore dopo si svela l’arcano: la ragazza ha avuto un rapporto sessuale consenziente. Evidentemente non le deve essere piaciuto molto, ma le consiglierei di farci l’abitudine.

Ora la ragazza è stata giustamente denunciata, e sono già state arrestate due persone che hanno partecipato al linciaggio.

Fortunatamente, visto il periodo natalizio, quei simpaticoni del quartiere utilizzeranno le loro care belle vacanze per ricostruire e mettere in ordine il campo che hanno deliberatamente distrutto. Sono sicuro che dei bravi cristiani che hanno così a cuore le sorti di una ragazzina saranno subito in prima fila per dare una mano.

(Uno di questi paragrafi non è vero)