Internet?!?!?

Kim jong il pc

Com’è internet in Nord Korea? Decisamente triste. Qui si spiega bene che l’unico internet accessibile a tutti è in realtà un intranet nazionale estremamente controllato.

Ultimamente però i cellulari cinesi di contrabbando stanno dando la possibilità ai nord coreani di accedere di nascosto alla rete cinese mettendo in pericolo la propria vita. Infatti solo poche famiglie, chiamate elite, hanno accesso alla rete esterna.

Showdown

Newt Gingrich ha dominato e vinto il dibattito, l’ultimo dibattito prima del voto in South Carolina, e probabilmente l’ultimo che conta veramente qualcosa.

Ron Paul ha confermato di essere ineleggibile, soprattutto per gli elettori repubblicani e gli altri, compreso Romney che continua con la tattica di mantenere un basso profilo, non sono stati esplosivi.

Perry ha fatto una buona impressione, ma è decisamente “too little, too late”. E il tutto dopo essersi giocato la nomination tirandosi la zappa sui piedi più di una volta.

Una concisa, ma precisa analisi su The Atlantic che prova a rispondere alla questione: Newt può davvero fare il botto?

Professioni

Un dibattito sempre vivo è quello sui politici di professione. Meglio professionisti della politica o lavoratori prestati alla politica a breve termine? La questione si inserisce anche nel dibattito sui parlamentari a “scadenza”, con un limite di mandati.

La risposta è molto semplice: meglio politici di professione, che lo fanno da sempre e lo faranno fintantoché saranno rieletti. Sento già gli improperi volare rapidi sopra la mia testa, ma non mi interessa, questa è la verità. Infatti il nostro Parlamento è già composto per il 45% da persone che fanno parte di ordini professionali: avvocati, farmacisti, giornalisti, notai e pure un tassista.

Se dessimo loro una scadenza, è ovvio che questi faranno di tutto per proteggere il proprio ordine professionale, anzi per favorirlo sempre di più a dispetto del bene comune.

E siccome la stragrande maggioranza degli italiani non è ne in Parlamento, ne in un ordine professionale, abbiamo necessità di riscoprire la politica come professione, e non il contrario.

Neozarismo

La vigilia di Natale sono scese in piazza a Mosca 100.000 persone per protestare contro i brogli elettorali e contro Vladimir Putin. La piazza ha chiesto la ripetizione delle elezioni del 4 Dicembre, ma il primo ministro ha dato risposta negativa dopo aver preso in giro i nastri bianchi usati dai manifestanti: ha sostenuto che gli sembravano anticoncezionali e che dietro alle proteste ci sarebbero gli Stati Uniti. Parrebbe l’inizio di una primavera russa, gli elementi ci sono tutti: un semi-dittatore, le denunce e l’organizzazione tramite internet, la crescita del costo della vita combinata ad una crisi economica e gli occhi di tutto il mondo puntati sullo svolgimento degli avvenimenti. (Continua su iMille)

Christmas present

John Boehner

Obama sta per ricevere il regalo di Natale più bello che si possa immaginare: la rielezione nel 2012.

Come lo so? Beh, innanzitutto, le primarie repubblicane non stanno brillando e il rischio che si arrivi alla fine con un sostanziale pareggio fra più candidati è molto alto.

Ma il vero regalo sta per essere fatto dai repubblicani eletti alla Camera e al Senato: poco tempo fa ho parlato del “payroll tax cut” e dell’attacco che Obama sta portando avanti ai danni di deputati e senatori repubblicani. Al Senato il taglio è passato, ma Boehner, lo speaker della Camera dei Comuni, ha fatto sapere che così com’è non passerà alla Camera.

Qualsiasi cosa succeda Obama vince. Se passa può dire di essere un presidente dal pugno di ferro, forte e che viene preso molto in considerazione dal Parlamento. Se non passa scaricherà la colpa su deputati e senatori repubblicani, e ricorderà alla classe media che loro hanno alzato le tasse e non hanno a cuore le sorti del paese.

Obamattack

Se vi recate sulla home della Casa Bianca troverete questo simpatico countdown qui sopra. Obama ha deciso di intraprendere la strada della contrapposizione con il parlamento statunitense.

Si tratta del cosiddetto “payroll tax cut”, ovvero un taglio delle tasse che finiscono alla Social Security e l’esenzione, dalle imposte, per i disoccupati. Inutile dire che i tagli sono a favore della classe media, e che i repubblicani osteggiano questi tagli.

Al Senato è passata l’estensione per due mesi del piano, per sapere quanto manca all’esame del provvedimento alla Camera dei Comuni basta andare sul sito della Casa Bianca e guardare il countdown

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Emergency help

Azzarà si chiede, oggi su La Stampa, perché l’abbiano rapito. Posso provare a rispondergli io.

Partiamo dal fatto che in Sud Sudan si è riaperto un conflitto latente, da quando la parte sud del Sudan si è separata sono in corso operazioni militari ai danni della neonazione. Operazioni vere, si parla anche di bombardamenti a campi profughi e cose simili.

Perché rapire un internazionale? La risposta è molta semplice, dona visibilità internazionale. Voi potreste rispondere che al massimo il Sudan può voler tenere segreto il conflitto, ma non è proprio così. Con la visibilità internazionale (“Oh, poverini si ammazzano, mandiamo loro dei soldi”) arriverà l’aiuto delle ONG e delle ONLUS, che come sappiamo non guardano in faccia a nessuno quando arriva il momento di dispensare aiuti.

Questo significa che vengono aiutati sia i “buoni”, sia i “cattivi” (è ovvio che in realtà c’è molto grigio, ma la semplificazione aiuta a capire) e in uno stato grande come il Sudan, quando era unito era il più grande d’Africa, un aiuto logistico può tornare molto comodo. Ad esempio verrà fornito cibo a chiunque, anche alle milizie (spesso mercenari) e i profughi saranno raggruppati in campi, così basta bombardare il campo per fare pulizia etnica invece di andare a stanare le persone casa per casa.

Un caso di studio simile può essere la Costa d’Avorio, quando ci fu la guerra civile, l’etnia al potere, faceva fatica a sfamare la propria popolazione e a raggiungere le zone più difficili del paese, e si sa che è difficile mantenere il consenso con la pancia vuota. Però, ad un certo punto, scatta l’idea! Iniziarono a mutilare pesantemente le loro vittime, cosa che prima non avevano mai fatto, così da attirare l’attenzione internazionale su di sé. Inutile dire che in men che non si dica le ONG si fiondarono sul campo e permisero, così, la continuazione del massacro per ancora molto tempo.

Un Kim Jong vale l’altro

Il dittatore della Korea del Nord, Kim Jong Il, è morto Sabato 17 su un treno. Aveva 69-70 anni, non è sicuro quale fosse la sua vera età, e lascia un paese nuclearizzato e distrutto dalla fame al suo terzogenito: Kim Jong Un.

Kim Jong Un

La Korea del Sud, il Giappone e la Cina sono in stato d’allerta. Infatti si teme che il caro figlioccio, per autolegittimarsi, possa scatenare un attacco da qualche parte, così, tanto per mostrare che è il degno erede di suo padre. Il rischio sarà molto alto nelle prossime ore, ma non è da escludere che possa iniziare, invece, un lotta intestina per il potere.