Internet?!?!?

Kim jong il pc

Com’è internet in Nord Korea? Decisamente triste. Qui si spiega bene che l’unico internet accessibile a tutti è in realtà un intranet nazionale estremamente controllato.

Ultimamente però i cellulari cinesi di contrabbando stanno dando la possibilità ai nord coreani di accedere di nascosto alla rete cinese mettendo in pericolo la propria vita. Infatti solo poche famiglie, chiamate elite, hanno accesso alla rete esterna.

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Zzzzapp!

Fucile laser

Sulla BBC si interrogano quando potremo vedere all’opera armi laser dopo decadi di ricerca. La risposta è: mai. La Lockheed Martin sta lavorando da anni ad un sistema di intercettazione missili, ma il problema è che sarebbe troppo semplice schivare il rischio laser. Basta che la giornata sia nuvolosa, nebbiosa o che si dipinga i missili di bianco per rendere inefficace una simile arma.

Mi dispiace per coloro cresciuti all’ombra degli anni ’80 con fucili laser che spuntavano ovunque, ma la verità è questa.

Stampa finalmente libera

A Bengazi sono nati circa 100 nuovi giornali liberi, e ovviamente il loro livello è bassissimo non essendo abituati i libici alla libertà di espressione. USAID ha avviato un programma di aiuto per un gruppo di giornalisti liberi, inviando sul campo degli istruttori. La storia di uno di loro, decisamente divertente e interessante, la potete trovare su The Atlantic.

J Edgar

Lasciando perdere i commenti omofobi della platea (nonostante sia il 2012 siamo pur sempre in Italia) e sorvolando sul fatto che il film rappresenta più un’occasione persa che un obiettivo centrato, tutto sommato decisamente meglio che andarsi a vedere i cine-panettoni.

L’accento è calcato troppo sulla storia d’amore fra Hoover e Tolson, e quindi tutto palesemente inventato, mentre la parte sulla vita pubblica del protagonista rimane decisamente ben costruita. Sappiamo che Eastwood non si interessa più di politica, ma è un vero peccato perché c’è molto di buono nella narrazione storica.

La domanda finale rimane comunque: Se al posto di Armie Hammer come amante di Hoover ci fosse stata Scarlett Johansson? Avremmo udito meno sbuffi e più lacrime nei cinema, e qualcuno avrebbe addirittura gridato al capolavoro.

Non siamo ancora pronti.

Emergency help

Azzarà si chiede, oggi su La Stampa, perché l’abbiano rapito. Posso provare a rispondergli io.

Partiamo dal fatto che in Sud Sudan si è riaperto un conflitto latente, da quando la parte sud del Sudan si è separata sono in corso operazioni militari ai danni della neonazione. Operazioni vere, si parla anche di bombardamenti a campi profughi e cose simili.

Perché rapire un internazionale? La risposta è molta semplice, dona visibilità internazionale. Voi potreste rispondere che al massimo il Sudan può voler tenere segreto il conflitto, ma non è proprio così. Con la visibilità internazionale (“Oh, poverini si ammazzano, mandiamo loro dei soldi”) arriverà l’aiuto delle ONG e delle ONLUS, che come sappiamo non guardano in faccia a nessuno quando arriva il momento di dispensare aiuti.

Questo significa che vengono aiutati sia i “buoni”, sia i “cattivi” (è ovvio che in realtà c’è molto grigio, ma la semplificazione aiuta a capire) e in uno stato grande come il Sudan, quando era unito era il più grande d’Africa, un aiuto logistico può tornare molto comodo. Ad esempio verrà fornito cibo a chiunque, anche alle milizie (spesso mercenari) e i profughi saranno raggruppati in campi, così basta bombardare il campo per fare pulizia etnica invece di andare a stanare le persone casa per casa.

Un caso di studio simile può essere la Costa d’Avorio, quando ci fu la guerra civile, l’etnia al potere, faceva fatica a sfamare la propria popolazione e a raggiungere le zone più difficili del paese, e si sa che è difficile mantenere il consenso con la pancia vuota. Però, ad un certo punto, scatta l’idea! Iniziarono a mutilare pesantemente le loro vittime, cosa che prima non avevano mai fatto, così da attirare l’attenzione internazionale su di sé. Inutile dire che in men che non si dica le ONG si fiondarono sul campo e permisero, così, la continuazione del massacro per ancora molto tempo.