Internet?!?!?

Kim jong il pc

Com’è internet in Nord Korea? Decisamente triste. Qui si spiega bene che l’unico internet accessibile a tutti è in realtà un intranet nazionale estremamente controllato.

Ultimamente però i cellulari cinesi di contrabbando stanno dando la possibilità ai nord coreani di accedere di nascosto alla rete cinese mettendo in pericolo la propria vita. Infatti solo poche famiglie, chiamate elite, hanno accesso alla rete esterna.

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Zzzzapp!

Fucile laser

Sulla BBC si interrogano quando potremo vedere all’opera armi laser dopo decadi di ricerca. La risposta è: mai. La Lockheed Martin sta lavorando da anni ad un sistema di intercettazione missili, ma il problema è che sarebbe troppo semplice schivare il rischio laser. Basta che la giornata sia nuvolosa, nebbiosa o che si dipinga i missili di bianco per rendere inefficace una simile arma.

Mi dispiace per coloro cresciuti all’ombra degli anni ’80 con fucili laser che spuntavano ovunque, ma la verità è questa.

Showdown

Newt Gingrich ha dominato e vinto il dibattito, l’ultimo dibattito prima del voto in South Carolina, e probabilmente l’ultimo che conta veramente qualcosa.

Ron Paul ha confermato di essere ineleggibile, soprattutto per gli elettori repubblicani e gli altri, compreso Romney che continua con la tattica di mantenere un basso profilo, non sono stati esplosivi.

Perry ha fatto una buona impressione, ma è decisamente “too little, too late”. E il tutto dopo essersi giocato la nomination tirandosi la zappa sui piedi più di una volta.

Una concisa, ma precisa analisi su The Atlantic che prova a rispondere alla questione: Newt può davvero fare il botto?

Stampa finalmente libera

A Bengazi sono nati circa 100 nuovi giornali liberi, e ovviamente il loro livello è bassissimo non essendo abituati i libici alla libertà di espressione. USAID ha avviato un programma di aiuto per un gruppo di giornalisti liberi, inviando sul campo degli istruttori. La storia di uno di loro, decisamente divertente e interessante, la potete trovare su The Atlantic.

Professioni

Un dibattito sempre vivo è quello sui politici di professione. Meglio professionisti della politica o lavoratori prestati alla politica a breve termine? La questione si inserisce anche nel dibattito sui parlamentari a “scadenza”, con un limite di mandati.

La risposta è molto semplice: meglio politici di professione, che lo fanno da sempre e lo faranno fintantoché saranno rieletti. Sento già gli improperi volare rapidi sopra la mia testa, ma non mi interessa, questa è la verità. Infatti il nostro Parlamento è già composto per il 45% da persone che fanno parte di ordini professionali: avvocati, farmacisti, giornalisti, notai e pure un tassista.

Se dessimo loro una scadenza, è ovvio che questi faranno di tutto per proteggere il proprio ordine professionale, anzi per favorirlo sempre di più a dispetto del bene comune.

E siccome la stragrande maggioranza degli italiani non è ne in Parlamento, ne in un ordine professionale, abbiamo necessità di riscoprire la politica come professione, e non il contrario.

J Edgar

Lasciando perdere i commenti omofobi della platea (nonostante sia il 2012 siamo pur sempre in Italia) e sorvolando sul fatto che il film rappresenta più un’occasione persa che un obiettivo centrato, tutto sommato decisamente meglio che andarsi a vedere i cine-panettoni.

L’accento è calcato troppo sulla storia d’amore fra Hoover e Tolson, e quindi tutto palesemente inventato, mentre la parte sulla vita pubblica del protagonista rimane decisamente ben costruita. Sappiamo che Eastwood non si interessa più di politica, ma è un vero peccato perché c’è molto di buono nella narrazione storica.

La domanda finale rimane comunque: Se al posto di Armie Hammer come amante di Hoover ci fosse stata Scarlett Johansson? Avremmo udito meno sbuffi e più lacrime nei cinema, e qualcuno avrebbe addirittura gridato al capolavoro.

Non siamo ancora pronti.

Neozarismo

La vigilia di Natale sono scese in piazza a Mosca 100.000 persone per protestare contro i brogli elettorali e contro Vladimir Putin. La piazza ha chiesto la ripetizione delle elezioni del 4 Dicembre, ma il primo ministro ha dato risposta negativa dopo aver preso in giro i nastri bianchi usati dai manifestanti: ha sostenuto che gli sembravano anticoncezionali e che dietro alle proteste ci sarebbero gli Stati Uniti. Parrebbe l’inizio di una primavera russa, gli elementi ci sono tutti: un semi-dittatore, le denunce e l’organizzazione tramite internet, la crescita del costo della vita combinata ad una crisi economica e gli occhi di tutto il mondo puntati sullo svolgimento degli avvenimenti. (Continua su iMille)